martedì 31 marzo 2009

E' tutta farina del sacco dell'editor!

In questi giorni è uscito per Einaudi il testo Principianti di Raymond Carver. Il libro non è una novità in senso assoluto, ma è la riedizione del testo "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" uscito per la prima volta nel 1981 e che segnò la consacrazione dell'autore lodato dalla New York Book Review per la capacità di ridurre le parole e la storia al minimo essenziale. Questo stile fu definito "minimalista" e appunto Carver ne venne considerato l'esponente di spicco.
Oggi con la riedizione di questo testo, che potremo definire con un termine cinematografico "director's cut", scopriamo finalmente ciò che Carver avrebbe voluto scrivere e che il suo editor, Gordon Lish, ha "fatto a pezzi" fino al risultato che uscì in libreria e che Carver cercò fino alla fine di bloccare.
E la conclusione a cui si giunge è che Carver non era un minimalista e che parte del suo successo lo deve al proprio editor che ebbe l'illuminante idea che creò un nuovo stile.
In Italia a differenza degli Stati Uniti, la possibilità per gli editor di intervenire sui testi degli autori non è così forte, eppure dagli ultimi casi letterari anche qui da noi si potrebbe pensare che ci stiano mettendo un po' più lo zampino...
In ogni caso la lettura consigliata è un parallelo dei due libri di Carver, la prima edizione e questa nuova, così da capire come un editor possa rendere, un testo normale, un libro unico.
Libroteca 42
P.zza Montello, 18 Thiene (VI)
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lunedì 30 marzo 2009

Le recensioni di Libroteca 42

Da oggi inizia un nuovo argomento d'interesse per il nostro blog, le Recensioni. In questo caso, a differenza che nelle Proposte di Lettura, si esprime un giudizio di valore su un testo letto e analizzato da qualche amico della Libroteca 42. Consigliamo dunque a tutti di seguire le recensioni proposte così da scoprire, magari, libri che molte volte non si trovano ai primi posti delle classifiche di vendita ma che, spesso, arricchiscono molto di più il mondo della cultura letteraria.

L’albero dei microchip

"I Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), rappresentano una delle categorie di rifiuti speciali maggiormente pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini…….
La quantità di questa tipologia di rifiuti cresce a ritmi vertiginosi di anno in anno. In base ai dati forniti forniti dal settore della produzione, si stima che solamente in Italia ogni abitante produca più di 14 chilogrammi di rifiuti elettrici ed elettronici all’anno."

[A. Pergolizzi – Coordinatore Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente]
Dopo il successo di Perdas de Fogu torna Massimo Carlotto con un altro romanzo inchiesta, scritto a quattro mani con l’oramai collaudato collaboratore Francesco Abate e l’ausilio di alcuni membri del collettivo Mama Sabot.
La trama si sviluppa lungo un binario doppio.
A Monrovia, capitale della Liberia, il tenente Kimmie Dou aspetta in un tavolino del bar Blue Port un funzionario ONU, il colonnello nigeriano Johnson Yakobù. I due stanno indagando su un traffico internazionale di armi collegato all’esportazione illegale di diamanti. Le forze dell’ONU, dopo un lungo lavoro di intelligence eseguito nel porto liberiano, individuano una nave mercantile sospetta proveniente dall’Italia. Tutto si sarebbero aspettati i due militari, tranne che il ventre di quella misteriosa nave nascondesse una immane quantità di apparecchiature elettroniche usate.
In Piemonte Matteo, un bambino autistico con la passione dell’informatica, viene preso di mira da alcuni bulli della sua scuola, che non perdono occasione per prenderlo in giro. Durante una partita a calcio disputata in un campetto del quartiere, i ragazzini scoprono alcuni sacchi di nylon nero sotterrati sotto il terreno. Pieni zeppi di computer usati. La banda, per prendersi gioco di Matteo, aprono alcuni sacchi e abbelliscono un albero posto lì vicino con questi computer, l’albero dei microchip per l’appunto. Poi fanno credere a Matteo che quello sia un albero magico che produce computer anzichè i soliti frutti, fino ad obbligarlo ad innaffiarlo ogni giorno. Si scoprirà ben presto che il campetto altro non è che una discarica abusiva di rifiuti elettronici. Del caso inizia ad indagare il capitano della finanza Nicola Einaudi.
Queste due storie, apparentemente slegate tra loro, celano in realtà una vicenda inquietante. La trama spinge il lettore nei meandri più oscuri della politica e della criminalità, una zona grigia dove, business, corruzione, traffici illeciti sono un tutt’uno.
Un libro appassionante che farà discutere. Magari qualcuno poi ci penserà bene prima di portare in discarica il suo vecchio PC.
Federico B.
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domenica 29 marzo 2009

La follia di scrivere

Volete un libro "intrigante"? Che vi prenda dalla prima all'ultima pagina? Qui di seguito vi riporto l'incipit di Follia di Patrick McGrath!

"Le storie d'amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione,organizzazione, struttura, complicazione e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca. Stella era una donna profondamente frustrata, che seguì le prevedibili conseguenze di una lunga negazione e crollò di fronte a una tentazione improvvisa e soverchiante. Come se non bastasse era una romantica. Traspose la sua esperienza con Edward Stark sul piano del melodramma, facendone la storia di due amanti maledetti che sfidano il disprezzo del mondo in nome di una grande passione."

Patrick McGrath è nato a Londra, nel 1950, e vive tra Londra e New York. È cresciuto nel manicomio criminale di Broadmoor dove il padre lavorava come psichiatra. A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia.
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venerdì 27 marzo 2009

Premio Bancarella 2009


Pochi giorni fa sono stati annunciati i nomi dei sei finalisti al premio Bancarella 2009 che è giunto alla sua 57° edizione e che ha visto lo scorso anno vincere Valerio Massimo Manfredi con il testo L'Armata Perduta.
Vi presentiamo qui di seguito i sei finalisti:
Il testimone di Amato Gaetano
Gennaro Di Palma sbarca il lunario seguendo casi di poca importanza, in maggior parte tradimenti. Quando alla porta bussa un professionista in cerca di prove dell'infedeltà di sua moglie crede si tratti della solita routine, e non di un enigma in piena regola. In una Napoli ricostruita attraverso ricordi, impressioni, emozioni e sapori, un giallo scritto "con calma e per piacere", intingendo la penna nella tradizione ironica e profondamente umana della città.
Il suggeritore di Donato Carrisi
Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro.
Willy Melodia di Alfio Caruso
Willy Melodia nasce nella Catania poverissima del 1910, a otto anni abbandona la scuola e per guadagnarsi un piatto di pasta aiuta il sacrestano del Crocefisso della Buona Morte. Qui scopre di avere l'orecchio assoluto: le sue dita scorrono veloci e fatate sui tasti dell'organo. L'abilità, l'avvenenza e la protezione di un boss mafioso gli procurano ingaggi nelle sale cinematografiche e nel più famoso bordello cittadino. A Catania assiste a un omicidio e per scansare l'arresto viene spedito da Cosa Nostra a New York...
Gli effetti secondari dei sogni di Delphine de Vigan
Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, dalla depressione della madre, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola le sue grandi capacità l'hanno portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Nolwen, diciannovenne, ha un passato che non può essere raccontato, e vive ora alla stazione di Austerlitz, evitando il contatto con chiunque.
7 uomini d'oro di Lorenzo Licalzi
Castagnabuona, entroterra di Genova. 852 anime a 453 metri sul livello del mare. Trent'anni fa, tre amici sedicenni Giggi Cepollina, Cinghiatane e Aurelio Fierro - sognavano di fare insieme il colpo del secolo dopo essere rimasti folgorati da Sette uomini d'oro. Oggi Giggi e Cinghiatone tirano stancamente a campare nel loro paesino, mentre di Aurelio si sono perse le tracce dopo il servizio militare. Ma all'improvviso si presenta davvero la possibilità di sistemarsi per sempre, con un furto ai danni di uno spietato (e ricchissimo) boss.
Il gioco delle tre carte di Marco Malvaldi
Un congresso anima la vita di Pineta, sulla costa livornese, il "XIV International Workshop on Macromolecular and Biomacromolecural Chemistry", grandi nomi della chimica attorniati dal gotha delle università. Molti vengono dal Giappone che in quel campo di ricerche è giunto a importanti risultati. Proprio un professore giapponese, il più noto ed autorevole, Koichi Kawaguchi è colto da un malore subito dopo la cena e cade in coma. Veleno? E in quale cibo? E perché ucciderlo?
Il 19 luglio verrà annunciato il vincitore.
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