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venerdì 10 dicembre 2010

I premi letterari del 2010

Michela Murgia, Antonio Pennacchi e Elizabeth Strout sono i tre vincitori rispettivamente del Premio Campiello, dello Strega e del premio Bancarella. I tre romanzi sono:
Tre libri ideali per gli amanti delle letture un più impegnative. Naturalmente anche gli altri finalisti dei tre premi sono romanzi di tutto rispetto, e possono essere considerati degli ottimi regali per soddisfare i lettori più accaniti: ricordo Acciaio di Silvia Avallone, che ha vinto il premio Campiello Opera Prima. Niente ci vieta di consigliare, per chi non li avesse ancora letti, i romanzi vincitori degli anni precedenti:
- Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009);
- La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (Premio Strega 2008);
- L'armata perduta di Valerio Massimo Manfredi (Premio Bancarella 2008);
- Il diavolo nella cattedrale di Frank Schätzing (Premio Bancarella 2007);
- Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (Premio Campiello 2009) ;
- Rossovermiglio di Benedetta Cibario (Premio Campiello 2008).
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martedì 20 luglio 2010

Olive Kitteridge vince il Premio Bancarella

Olive Kitteridge di Elizabeth Stroud vince il Premio Bancarella. Già vincitrice del Premio Pulitzer 2009 per la narrativa, la Stroud ottiene con questo suo romanzo uno dei premi letterari italiani più importanti, e lo fa stracciando gli altri finalisti: le vengono assegnati 100 voti su 187, a cui segue S.O.S. Amore di Federica Bosco con solo 31 preferenze.

I librai italiani che costituiscono la giuria non hanno avuto dubbi: la signora Kitteridge, insegnante in pensione, e la sua critica della piccola provincia americana hanno conquistato il cuore del pubblico. Ricordiamo gli altri due romanzi di Elizabeth Strout, Amy e Isabelle e Resta con me per approfondire questa scrittrice statunitense.


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venerdì 16 luglio 2010

Bancarella: gli ultimi due finalisti

Un magistrato indolente costretto a diventare eroe suo malgrado. Un vecchio padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini. Perché quelli che sembrano omicidi di 'ndrangheta forse non lo sono. Forse hanno a che fare addirittura con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella "spianata dell'infamia". Un giudice muore per mano di balordi. E i balordi muoiono per mano della 'ndrangheta, che non tollera si disturbi il prosperare dei suoi affari. Almeno, cosi sembra. Alberto Lenzi, magistrato scioperato e donnaiolo, colpito dalla morte del collega e amico, si tuffa a capofitto nelle indagini. Lo instradano in una diversa direzione le sibilline, gustose parabole di don Mico Rota, capobastone della 'ndrangheta, e il fortuito emergere di elementi legati a un traffico di rifiuti tossici. Una "commedia umana" dove si muovono personaggi verissimi, contraddittori, sfaccettati, che inseguendo il proprio meschino tornaconto arrivano tuttavia a svelare una realtà che va molto oltre la 'ndrangheta.

Domenico Gangemi, detto "Mimmo", ha già pubblicato quattro romanzi con cui si è aggiudicato alcuni premi letterari. Ora Il giudice meschino lo ha candidato al Premio Bancarella.

Siamo a Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che diviene lo specchio di un mondo più ampio perché in questo villaggio c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini: Olive Kitteridge. Insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi".

Con Olive Kitteridge Elizabeth Strout ha già vinto un importantissimo riconoscimento nel 2009: il Premio Pulitzer per la narrativa con questo suo "romanzo di racconti".

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