sabato 30 maggio 2009

La collina dei conigli


Protagonista di questo romanzo di Richard Adams è un drappello di piccoli coraggiosi e astuti conigli, fuggito dalla propria tana di origine alla volta di un futuro più sicuro. Splendido romanzo epico, ha lasciato tracce profonde nell’infanzia di molti giovani, e tuttora è un classico della letteratura.
Moscardo, e il fratello Quintilio, vivono nelle campagne inglesi, in una splendida conigliera posta però sotto il dittatoriale controllo della polizia “Ausla”. Una notte un cattivo presagio disturberà la quiete di Quintilio, in cui solo il fratello riporrà la propria cieca fiducia. Il saggio e carismatico Moscardo, guiderà quindi un gruppo selezionato di coraggiosi compagni, alla volta della libertà, tra cui l’astuto e ingegnoso Mirtillo, in grado di inventare soluzioni geniali, il forte Parruccone, stabile punto di riferimento, il prode Argento, braccio destro di Morcardo, e il piccolo profetico Quintilio, tramite della magia che si insinua nel romanzo.
Un vero romanzo epico, paragonato senza mezzi termini a Iliade e Odissea: la narrazione infatti è intervallata da racconti della mitologia del popolo dei conigli, con tanto di dei ed eroi mitici, il mito della genesi del pianeta, la storia del dio Frits e del coniglio El-ahrairà, il principe dei conigli da cui discende l’intera specie. Numerosi sono inoltre gli accenni al “lapino”, la lingua parlata dai conigli e ignota alle altre specie della natura. L’autore ha creato un intero sistema di vita, costruendo non solo un popolo, ma anche la storia e lo spessore degni di un romanzo epico. Il racconto procede per capitoli, l’esordio di ognuno dei quali è scandito da una citazione da grandi autori della letteratura, quali Shakespeare e Keats, in grado di far pregustare il sapore degli eventi che seguiranno, tale è l’accuratezza con cui viene scelta. L’aspetto sicuramente più apprezzabile del romanzo è lo spessore dato ai personaggi: essi non vengono mai antropomorfizzati, ma agiscono sempre “come conigli”. Il romanzo fa scoprire un mondo sconosciuto, fatto di cunicoli, pericoli nascosti dietro alle siepi, o in misteriose fattorie, ma anche di alleanze inaspettate, in grado di nascere tra creature tanto diverse. La natura non viene ritratta a tinte rosee, tutt’altro: ne vengono evidenziate insidie e pericoli. La morte fa la propria entrata sul palco del racconto senza mezzi termini.
Una curiosa "NOTA DEL TRADUTTORE": i conigli in questo straordinario romanzo parlano la loro lingua - il lapino - di cui il signor Adams è profondo conoscitore. Benché esistano vari dialetti lapinici, non si ha tuttavia motivo di ritenere che l'idioma conigliesco venga, nelle varie parti del mondo, in qualche modo influenzato dal genius loci di questa o di quella lingua umana. Nondimeno, è logico supporre che l'Autore, nel trascrivere alcuni termini lapinici, sia stato influenzato dalle caratteristiche della propria lingua; pertanto il traduttore s'è ingegnato di risalire, per via di ipotesi, alla voce originale: non certo allo scopo di italianare il lapino, ma solo per disinglesarlo.
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3 commenti:

  1. Ho sentito parlare tantissimo di questo libro ma ancora non ho avuto modo di leggerlo... ora mi hai fatto tornare la voglia... e poi ora sono curiosa di scoprire il lapino...
    paola n

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  2. Idem, era già in lista per quest'estate. Un carenza che non si può non colmare.
    Alberto G.

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  3. ok, candidato alla prossima lettura "di gruppo"! ovvero, stiamo leggendo in contemporanea alcuni libri per commentarli a caldo.
    il pendolo di focault, hyperion, uomini che odiano le donne... metto in elenco per luglio questo libro! chi si aggiunge?
    paola n.

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